What a Bore: The Moral of the Story in Alice Basso’s Children’s Literature

4 October 2026

To me, children’s literature has every kind of appeal. The adventure, the possibility of weaving magic or surreal elements into it, the irony. Everything. Almost. Everything except one thing, which, if you look closely, isn’t even the fault of children’s literature as such, it’s the fault of how you’re asked to read it when you’re a child. And that thing is: that it seems mandatory to find a message, a moral, a lesson.

What have we learned from this story?

What has it taught us?

What message did it leave us?

Since I started writing for kids and going into schools to meet my very bright readers (in my case kids aged eight to twelve), my worst nightmare is—no, wait, my second worst nightmare: my first worst nightmare is that I happen to meet a second-year middle school class in the last period of the morning after two grammar tests. I swear, it’s happened to me. I came out alive, but with terror-filled anecdotes like grandparents who fought in the war. But back to us. I was saying: my second worst nightmare is that the teacher starts asking the students what lesson they drew from my book. It seems to me there’s nothing better than turning a funny adventure story into a brick that, oh no!, had to be studied.

Apparently, when you’re little you can’t simply spend a few hours immersed in a story of action, adventure, and strong emotions that makes you forget you’re in your bedroom in Quarto Oggiaro, Sesto Fiorentino or Settimo Torinese (today I’m just giving numeric examples. By the way: do you have any place names that begin with Quint-? Or with Third? I’m curious). You must necessarily come away from your reading enriched, ennobled, grown, with all the moral values put on the table and then realigned to be even more solid and mature than before.

Per carità, non che sia così nella maggior parte dei casi. Non che nei libri non ci siano, davvero, dei grossi temi esistenziali che ti fanno pensare, o magari non ti fanno pensare consapevolmente ma poi restano lì, e ti lavorano nello stomaco, annodandoti e snodandoti le sinapsi anche dopo che hai finito di leggere. In fondo, ogni avventura che si rispetti implica dei rischi, e per affrontare questi rischi bisogna che il/la protagonista abbia delle motivazioni importanti: magari salvare qualcuno a cui vuole bene (o anche a cui non vuole particolarmente bene, solo perché è giusto farlo; e anche questo apre una questione etica), o magari delle ragioni egoistiche che però man mano si sfaldano in favore di altre più inclusive, eccetera. Certo che ci sono, i temi forti e importanti, nei libri belli.

È questo mettersi a tavolino a pescarli come trote, a volte sforzandosi di trovarne anche di inesistenti, per il dovere ferreo di ammucchiare più insegnamenti possibili, altrimenti sembra che il libro abbia solo fatto perdere tempo… ecco: questo mi puzza di tradimento, e trasforma una bella lettura appassionante in un noiosissimo compito – o almeno così sembra a me.

Ma.

C’è un ma.

Questo è il punto, signore e signori (e in particolare signore e signori in miniatura, insomma voi ragazzini che leggete), in cui vi svelo che, a mio parere, esiste un modo per far passare la voglia agli adulti intorno di interrogarvi su Cosa Avete Imparato Questa Volta.

Il modo è: dare la risposta sbagliata.

Pensateci. Nessuno legge un libro con l’autore seduto di fianco, a cui poter chiedere ogni due pagine “Cos’è esattamente che volevi dire, qui?“. Abbiamo tutti il diritto di vedere in un libro quello che vogliamo noi. E, se quello che trovate voi in un libro è diverso da quello che gli adulti intorno a voi vorrebbero che ci trovaste, risposta sbagliata dopo risposta sbagliata è mooolto probabile che li esasperiate abbastanza da convincerli a lasciarvi in pace e a continuare a godervi i libri in pace.

Vi faccio un esempio? Uno personale?

Se avete letto I Fratelli Difendieroi 1 (In verità si intitola I Fratelli Difendieroi e basta, il secondo invece Il castello delle sfide, ma nella mia testa è I Fratelli Difendieroi 2), sapete già che io ho qualche problema con Il Piccolo Principe.

Tutti ci vedono una storia poetica, delicata, che celebra la capacità di sognare e la ricerca dell’amicizia e blablabla. Io, be’, io no. Io ci ho sempre visto un aviatore – una persona gentile e simpatica – che combatte per sopravvivere, in una gara contro il tempo per aggiustare il proprio aereo prima di morire di sete nel deserto, che viene avvicinato da un bambino piovuto dal nulla – lui, sì, evidentemente privo di esigenze di idratazione e alimentazione – che anziché aiutarlo si mette a parlargli dei fatti suoi a raffica, senza mostrare il minimo rispetto per la sua importantissima missione.

La gente – quella che ama Il Piccolo Principe, cioè, ahimé, praticamente tutta la gente – di solito non prende bene questa mia visione. Eppure è perfettamente giustificata. Non mi sto inventando niente. È esattamente quello che succede nel libro.

Be’: da quando dico queste cose quando mi chiedono cosa penso del Piccolo Principe… non me lo chiedono più.

Capito cosa intendo?

E allora cominciamo. Addestriamoci a rispondere sbagliato (sbagliato secondo loro) alle domande sulle lezioncine che dovremmo trarre dai libri, e vediamo quanto poco ci mettiamo a venire lasciati in pace.

Pronti per il test? Non occorre nemmeno che vi dia le soluzioni alla fine: capirete già tutto benissimo da soli.

Pinocchio

  • Non bisogna dire le bugie, bisogna andare a scuola e fare i bravi
  • Fra Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe, e pure la Fata Turchina (che a un certo punto finge persino di essere morta per far sentire in colpa il burattino e costringerlo a comportarsi come vuole lei), bisogna stare molto, molto attenti agli adulti, perché non fanno altro che cercare di fregarti

Piccole donne

  • La famiglia, l’amicizia e il restare uniti sono la forza che ti fa superare ogni difficoltà
  • Andare a fare la babysitter ai bambini bisognosi ti fa beccare la scarlattina, e poi finisce che muori

Anna dai capelli rossi

  • Un cuore buono e coraggioso, alla fine, ti procura in cambio affetto e amicizia
  • Sei una logorroica che sfinisce le persone a chiacchiere? Ottimo! È così che Anna vince praticamente tutte le sue battaglie!

Pollyanna

  • Il segreto della felicità è addestrarsi a vedere il lato buono in tutte le persone e le situazioni
  • Se non fai che blaterare di quanto sia tutto meraviglioso, il destino si irriterà, si sentirà sfidato e vorrà mettere alla prova il tuo fastidiosissimo ottimismo, per esempio facendoti cadere da un tetto e rimanere invalido. “E adesso come la mettiamo, Miss Gioco Della Felicità?”

Tom Sawyer e Huckleberry Finn

  • Anche un discolo può finire per compiere delle imprese nobili ed eroiche e farsi perdonare
  • Un discolo può compiere anche delle imprese nobili ed eroiche ma non gli servirà a essere perdonato: anzi, per “premio” finirà affidato a due delle signore più noiose e soffocanti della città, col risultato di farsi venire voglia di essere ancora più discolo

Peter Pan

  • In un mondo di eterni bambini si sente comunque la mancanza di un adulto, per esempio di una mamma
  • In un mondo di eterni bambini col cavolo che si sente la mancanza degli adulti: l’unico che c’è è Capitan Uncino, ed è la fonte di tutti i problemi

Heidi

  • La serenità e la pace che l’essere umano trova a contatto con la natura lo elevano spiritualmente e lo rendono una creatura migliore
  • Il posto migliore in cui vivere è quello in cui non c’è nessuna istitutrice che ti fa fare i compiti

Potrei continuare, ma credo che abbiate capito. Anche perché il punto è proprio questo: qualsiasi cosa abbiate capito, va benissimo. Avete il diritto di capire tutto quello che volete capire.

Oddio. Forse ho appena fatto la morale della storia.

copertina del libro Il castello delle sfide di Alice Basso

L’AUTRICE E IL NUOVO ROMANZO – The writer Alice Basso was born in 1979 in Milan. She works for several publishing houses, and lives in a cheerful medieval village outside Turin.

With Garzanti, Alice Basso debuted with the adventures of the ghostwriter Vani Sarca (The Unpredictable Plan of the Nameless Writer, Writing Is a Dangerous Profession, Don’t Tell the Writer, The Mystery Writer and A Special Case for the Ghostwriter); in 2020 came out The Bite of the Viper, the first chapter of a new series, set in 1930s Italy, featuring the character Anita; in 2021 was the turn of The Cry of the Rose and in 2022 another adventure from the same series, A Star Without Light; in 2023 The Eagles of the Night arrived in bookstores, with a return of Anita and the 1930s. The series thus concluded with A Black Party.

In 2025 she inaugurated a new series with the book The Twenty-Seven Alarms of Atena Ferraris, with a new protagonist, Atena Ferraris. This was followed, at the start of 2026, by The Eighty Questions of Atena Ferraris.

libri Alice Basso

In 2024, the author (also a collaborator of our site—here her self-ironic reflections) debuted in the world of youth fiction with The Difendieroi Brothers (also proposed by Garzanti).

alice basso I fratelli difendieroi

E ora arriva in libreria il secondo volume del progetto nato per avvicinare i giovani alla lettura, Il castello delle sfide (sempre edito da Garzanti). Tornano così le avventure di Tommy e Lisa, i fondatori dell’agenzia Difendieroi, nata per proteggere i protagonisti dei libri dai tanti drammi che vivono, cercando di salvarli da tutte le cose più terribili che spesso accadono. Per riuscire a farlo, arrivano nelle loro storie tramite porte magiche e così riescono a incontrarli.

Adesso è la volta di Alice nel paese delle meraviglie, prigioniera della Regina Rossa, che ha organizzato un torneo per chi ha intenzione di salvarla. Ma non un torneo qualunque. Un torneo dove le gare, ad esempio, sono rifare la cameretta il più velocemente possibile e lamentarsi più che si può. Se bisogna gareggiare contro i personaggi delle storie come Mary Poppins, Clara l’amica di Heidi, Pippy Calelunghe, Pollyanna e Anna dai capelli rossi, la cosa è praticamente impossibile. Il problema è che se Tommy e Lisa non riescono a vincere le varie gare rischiano di finire intrappolati in quella buia prigione per sempre. Devono cercare le soluzioni più disparate per mettere sotto scacco la perfida regina. Ormai sanno che insieme ogni obiettivo è raggiungibile e dietro ogni scelta si nasconde un messaggio di cui fare tesoro.

Amelia Hartwell

I write about books the way I read them: slowly, curiously, and with attention to the details that linger after the final page. At Lythrum Press, I cover literary fiction, essays, memoirs and the wider culture of reading, with a particular interest in voices that challenge familiar ways of seeing the world. My work is guided by one simple idea: a good book deserves more than a reaction — it deserves a conversation.